mercoledì 22 aprile 2026

"POLA, RICORDI" il nuovo progetto del Gruppo Ermada Flavio Vidonis dedicato alla tragedia di Vergarolla

 




Il progetto “Pola, Ricordi” nasce con l’obiettivo di commemorare l’ottantesimo anniversario della tragedia di Vergarolla, trasformando questo momento di memoria in un’occasione di approfondimento storico, partecipazione civile e trasmissione culturale. A ottant’anni dall’evento, l’iniziativa si propone non solo di rendere omaggio alle vittime innocenti, ma anche di ricostruire in modo più ampio il contesto storico, sociale e umano in cui la tragedia si verificò, restituendo dignità e complessità alla memoria della comunità polesana.

Un elemento centrale del progetto è il recupero della dimensione sportiva e marinaresca della città di Pola nel periodo precedente all’esplosione del 18 agosto 1946, quando la tragedia colpì una manifestazione natatoria inserita nella tradizione cittadina. In questo senso, la collaborazione con alcune importanti entità  consente di valorizzare archivi e testimonianze di grande rilevanza storica, utili a comprendere come l’evento abbia interrotto un momento di vita collettiva e di ritrovata socialità dopo il conflitto.

Il progetto si articola in un programma organico di iniziative culturali, divulgative ed educative, tra cui una mostra storico-documentale dedicata alla tragedia e al contesto del secondo dopoguerra, conferenze e incontri pubblici con studiosi ed esperti, eventi commemorativi aperti alla cittadinanza e momenti culturali volti a favorire la partecipazione collettiva. A queste attività si affianca una significativa produzione editoriale e documentale, finalizzata a conservare e diffondere nel tempo i risultati del progetto, anche attraverso materiali fotografici, audiovisivi e una pubblicazione storico-divulgativa.

Particolare attenzione è rivolta al coinvolgimento delle giovani generazioni, attraverso attività didattiche e laboratoriali rivolte alle scuole, con l’intento di trasmettere la memoria storica in modo consapevole e partecipato. Tra queste, si distingue anche la proposta di un laboratorio creativo per la realizzazione di una graphic novel dedicata alla tragedia, capace di avvicinare gli studenti a una riflessione sui suoi risvolti umani e sociali.

Le iniziative si sviluppano principalmente nel territorio del Friuli Venezia Giulia, coinvolgendo comunità e realtà associative legate alla memoria dell’esodo giuliano-dalmata, e contribuendo a rafforzare il ruolo della regione come punto di riferimento per la conservazione e la diffusione della memoria storica dell’Adriatico orientale.

Nel suo complesso, il progetto mira a costruire una memoria condivisa e consapevole, capace di unire ricerca storica, divulgazione e partecipazione civica. Attraverso il coinvolgimento di cittadini, studenti, associazioni e istituzioni, “Pola, Ricordi” si configura come un’iniziativa di forte valore civile ed educativo, orientata a mantenere viva la memoria della tragedia di Vergarolla e a trasmetterne il significato alle nuove generazioni.  


Massimo Romita

Presidente Gruppo Ermada Flavio Vidonis


per collaborazioni gruppoermadavf@libero.it 






























La puntata di Sconfinamenti dedicata alla Mostra "La strage dimenticata" realizzata dall'Irci di Trieste

IRCI 

 18 Mar 2026


LA STRAGE DIMENTICATA ...

La mostra "La strage dimenticata. Vergarolla e il suo eroe, il dottor Geppino Micheletti, 1946-2026", realizzata dall'IRCI di Trieste.

18 Agosto 1946 Strage di Vergarolla a Pola - Magazzino 18 di Simone Cristicchi

 

MAGAZZINO 18 di SIMONE CRISTICCHI




venerdì 10 aprile 2026

Geppino Micheletti (1905-1961) Vita, opere e riconoscimenti del medico eroe della strage di Vergarolla

 

Geppino Micheletti (1905-1961)

Vita, opere e riconoscimenti del medico eroe della strage di Vergarolla



lI libro racconta la storia, poco nota, del medico Geppino Micheletti.

È il 18 agosto 1946 quando sulla spiaggia di Vergarolla a Pola, in un’Istria ancora italiana, si sta per svolgere una manifestazione natatoria. Gli ordigni bellici rimasti in loco, considerati inerti in quanto senza detonatori, vengono fatti esplodere da una mano rimasta sconosciuta nonostante le numerose indagini svolte nel corso dei decenni. Il tragico bilancio è di circa 100 vittime, in buona parte bambini. Il medico Geppino Micheletti, nonostante abbia saputo che nello scoppio sono periti i suoi due figli, di 6 e 9 anni, il fratello e la cognata, si prodiga ininterrottamente per 24 ore presso l’ospedale cittadino per curare i superstiti.

La strage darà il colpo definitivo alle residue speranze della numerosa comunità italiana di poter rimanere nella propria terra: l’esodo giuliano-dalmata vedrà 350.000 persone costrette ad andare in esilio, per sfuggire alle repressioni dell’ostile e violento regime jugoslavo di Tito.

 

Geppino Micheletti fu un valente, versatile e pluridecorato chirurgo con interessi anche di tipo storico-politico-letterario. Egli fu costretto ad affrontare alcune delle più drammatiche vicende che caratterizzarono la storia d’Italia dalla fine degli anni ’30 al secondo dopoguerra.
Nonostante i gravissimi lutti familiari violenti e le traversie professionali di vario genere che dovette subire, Micheletti seppe costantemente dimostrare una abnegazione ed etica professionale di qualità molto elevate e non comuni, di cui l’assistenza ai feriti della strage di Vergarolla (18 agosto 1946), presso Pola, rappresenta il principale discrimine storico.
Queste particolari caratteristiche professionali e doti umane lo rendono un punto di riferimento perenne nella storia della medicina italiana contemporanea e in particolare per tutti gli operatori della medicina e chirurgia dell’emergenza, di oggi e di domani.

Autori / Curatori

Duccio Vanni è nato a Firenze nel 1967. Attualmente ricopre il ruolo di professore aggregato di Storia della Medicina presso l’Università di Firenze. A oggi è autore di oltre 120 pubblicazioni.


Geppino Micheletti (1905-1961) - apice libri

Geppino Micheletti, medico appassionato ed eroe di Vergarolla - ANVGD







domenica 1 febbraio 2026

DA IL DOLOMITI DEL 12 FEBBRAIO - LA PRESENTAZIONE DELLA MOSTRA ALL'IRCI DI TRIESTE

 Società

FVG
12 febbraio | 15:36

''Questa è la storia della più grande strage dell'Italia repubblicana che nessuno ricorda: oltre 100 morti tra bimbi e famiglie e un eroe, Geppino Micheletti''

Una mostra all'Irci di Trieste ricorda Geppino Micheletti, il medico chirurgo “eroe” della strage di Vergarolla, la più grande strage di civili dell'Italia repubblicana. Avvenne a Pola ottant'anni fa quando la città era ancora formalmente italiana. Un'esplosione scatenata da mano ignota compì un massacro ma un chirurgo salvo decine e decine di vite pur perdendo quelle dei suoi due bambini 

TRIESTE. “La strage di Vergarolla viene ricordata solo da pochi anni, eppure si tratta della più grande strage di civili, per numero di morti, dell'intera storia dell'Italia repubblicana. In tale contesto, con questa mostra, vogliamo ricordare anche la figura del medico di Pola che tante vite salvò in quella circostanza, il dottor Geppino Micheletti, l'eroe di Vergarolla”. Così il direttore dell'Istituto per la cultura istriana, fiumana e dalmata “Irci” di Trieste, Piero Delbello, ha introdotto per Il Dolomiti la mostra inaugurata lo scorso 10 febbraio, nella sede dell'Istituto stesso, dal titolo “la strage dimenticata – Vergarolla e il suo eroe, il dottor Geppino Micheletti”.

 

L'esposizione riguarda una vicenda che ci riporta indietro di ottant'anni, al 1946, quando Pola si trovava sotto l'amministrazione inglese ma formalmente era ancora parte dell'Italia. Uno stato di apnea in attesa che il trattato di pace, che si farà l'anno dopo, sancisca a quale Stato debba appartenere la città, se all'Italia o alla riformata Jugoslavia di Tito. E' l'onda lunga della seconda guerra mondiale che sul confine orientale è finita ma non è ancora chiusa. Alle 14 del 18 agosto 1946 dalla spiaggia di Vergarolla, a sud del centro di Pola, dove stavano andando in scena davanti a una folla di bagnanti le gare di nuoto, vela e canottaggio e parallelamente si festeggiavano i sessant'anni di attività della rappresentativa simbolo dell'italianità della città, la “Pietas Julia”, si udì uno scoppio violentissimo. Una grande catasta di ordigni disinnescati, residui della guerra, che si trovava nella vicinanze era infatti esplosa per mano di qualcuno.

 

L'ospedale di Pola venne preso d'assalto ed è a questo punto che entrò in scena il chirurgo dell'ospedale, Geppino Micheletti, come ha ricordato Piero Delbello: “Furono ore drammatiche. Nessun'altra strage, penso agli anni di piombo ad esempio, o alla Stazione di Bologna, farà i morti e i feriti di Vergarolla. In quel pomeriggio del 18 agosto del '46 il boato fu tremendo, centinaia di persone saltano per aria, tra cui moltissimi bambini e ragazzi. In breve l'ospedale 'Santorio Santorio' di Pola venne inondato di feriti. Il titolare, il professor Caravetta era in licenza, d'altronde era il 18 di agosto. Micheletti era il chirurgo in servizio e vide affluire decine e decine di feriti. Fu un continuo intervento, tagli di gambe di braccia, per ore e ore, ma salvò vite su vite. Continuò alacremente – prosegue il direttore dell'Irci - anche quando gli arriverà la notizia, terribile, che su quella spiaggia c'erano anche i suoi due figli piccoli, Carlo e Renzo di 4 e 9 anni, morti nella deflagrazione”.

 

L'esplosione di Vergarolla causò un numero di vittime rimasto imprecisato. Tra i 65 corpi che vennero ricomposti e i molti altri che finirono polverizzati le stime si aggirano tra i 100 e i 116 morti. Dopo la strage di Vergarolla, Micheletti avrebbe abbandonato Pola da esule, “ultimo ad andarsene”, come ha detto in conclusione Delbello: “Micheletti da quel momento ottenne tutti i riconoscimenti di sorta da parte della città, tra cui la medaglia d'oro al valore civile. E' stato indubbiamente un eroe che stoicamente ha continuato la sua missione con una forza di volontà enorme. Da lì in poi sarà il medico degli esuli, anche perché la strage di Vergarolla è una concausa che scatenerà l'esodo degli italiani di Pola che svuoterà la città prima che questa venisse designata alla Jugoslavia nel '47. Geppino Micheletti sarà l'ultimo medico a lasciare Pola e seguirà i suoi concittadini fino all'ultimo, e continuerà ad operare come chirurgo all'ospedale di Narni, in Umbria, e morirà a Torino nel 1961”.

 

Questa è la sintesi necessariamente stringata della strage di Vergarolla, ancora oggi rimasta senza colpevoli e sentenza definitiva, nonché di uno dei suoi protagonisti, Geppino Micheletti, nato a Trieste, di origini ebraiche e cognome austriaco, cioè Michelstädter, italianizzato e morto a Torino come eroe istriano. La mostra racchiude molto attraverso cui poter riscoprire la vicenda, tra fotografie famigliari, di vita quotidiana, dell'esplosione, dell'esodo oltre ad alcuni documenti di Micheletti stesso, e sarà visitabile fino al 29 marzo.

"POLA, RICORDI" il nuovo progetto del Gruppo Ermada Flavio Vidonis dedicato alla tragedia di Vergarolla

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