Geppino Micheletti (1905-1961)
Vita, opere e riconoscimenti del medico eroe della strage di Vergarolla
lI libro racconta la storia, poco nota, del medico Geppino Micheletti.
È il 18 agosto 1946 quando sulla spiaggia di Vergarolla a Pola, in un’Istria ancora italiana, si sta per svolgere una manifestazione natatoria. Gli ordigni bellici rimasti in loco, considerati inerti in quanto senza detonatori, vengono fatti esplodere da una mano rimasta sconosciuta nonostante le numerose indagini svolte nel corso dei decenni. Il tragico bilancio è di circa 100 vittime, in buona parte bambini. Il medico Geppino Micheletti, nonostante abbia saputo che nello scoppio sono periti i suoi due figli, di 6 e 9 anni, il fratello e la cognata, si prodiga ininterrottamente per 24 ore presso l’ospedale cittadino per curare i superstiti.
La strage darà il colpo definitivo alle residue speranze della numerosa comunità italiana di poter rimanere nella propria terra: l’esodo giuliano-dalmata vedrà 350.000 persone costrette ad andare in esilio, per sfuggire alle repressioni dell’ostile e violento regime jugoslavo di Tito.
Geppino Micheletti fu un valente, versatile e pluridecorato chirurgo con interessi anche di tipo storico-politico-letterario. Egli fu costretto ad affrontare alcune delle più drammatiche vicende che caratterizzarono la storia d’Italia dalla fine degli anni ’30 al secondo dopoguerra.
Nonostante i gravissimi lutti familiari violenti e le traversie professionali di vario genere che dovette subire, Micheletti seppe costantemente dimostrare una abnegazione ed etica professionale di qualità molto elevate e non comuni, di cui l’assistenza ai feriti della strage di Vergarolla (18 agosto 1946), presso Pola, rappresenta il principale discrimine storico.
Queste particolari caratteristiche professionali e doti umane lo rendono un punto di riferimento perenne nella storia della medicina italiana contemporanea e in particolare per tutti gli operatori della medicina e chirurgia dell’emergenza, di oggi e di domani.


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